Il maiale è un animale con basso appeal cinematografico? Tutt’altro! Dopo l’apripista Babe, maialino coraggioso, ora è Spider Pork il nuovo eroe. O meglio, anti-eroe, come lo è la famiglia da cui proviene, i mitici Simpson. E a pochi giorni dall’uscita in Italia de I Simpson - Il film, che dopo la prima settimana ha raggiunto quasi 10 milioni di euro di incasso, è già Spider-Pork mania.
Ma chi è Spider Pork? È il nuovo personaggio del cartoon, ora al cinema, creato dal fumettista americano Matt Groenin: è un piccolo porcello, al quale si devono le avventurose peripezie raccontate nella pellicola, che nella scena topica diventata cult viene aiutato a camminare sul soffitto dal solito inetto Homer, mentre gli intona la canzoncina demenziale “Spider Pork, Spider Pork / il soffitto tu mi spork, / tu mi balli sulla test / e mi macchi tutto il rest, / tu quaaaaaa / ti amo Spider Pork”.
E il maiale che cammina sui soffitti ha subito conquistato i seguaci degli irriverenti omini gialli. Sul web è nato uno Spider Pork Fan Club, accanto ai vari forum sul film. E ogni giorno sui siti dedicati ai filmati vengono caricati nuovi video amatoriali che imitano la scena
VERCELLI - Un dipendente della Provincia di Vercelli, del quale non sono stati resi noti né il nome, né l’incarico, rischia un grave provvedimento disciplinare se non addirittura il licenziamento: la scorsa primavera, e mentre era assente dall’ufficio per ferie, con il cellulare di servizio di proprietà dell’ente pubblico ha effettuato collegamenti su Internet per un totale di circa 9 mila euro.
Il costo abnorme della bolletta Vodafone ha messo in allarme gli uffici amministrativi, che ipotizzando errori di fatturazione o una clonazione del cellulare, e a fronte delle dichiarazioni dell’interessato che ha respinto ogni addebito, hanno chiesto una verifica a Vodafone che oggi ha confermato l’inesistenza di simili cause, in particolare la ’sim card’ dell’apparecchio non risultava clonata. L’assessore al personale della Provincia ha quindi invitato il direttore del personale e il segretario generale ad aprire un procedimento disciplinare a carico del dipendente.
ROMA - Il fisco alza il tiro e punta sui “pezzi grossi”. Da gennaio ad agosto numerose società e vip sono finiti nelle maglie degli ispettori fiscali: ben 345 evasori con ricchezze da Paperone che hanno “saldato” con il fisco cartelle esattoriali superiori ai 500.000 euro. Non si tratta di evasione da sopravvivenza, e nemmeno di piccoli errori nelle dichiarazioni, ma di ricchi che evadono. Tra loro ci sono infatti anche una dozzina di super-Paperoni ai quali il fisco - attraverso Equitalia che cura la riscossione dell’evasione scoperta per il fisco e per l’Inps - ha contestato cifre da capogiro e che hanno già pagato importi superiori a 5 milioni di euro.
I nomi degli evasori eccellenti sono top secret. Tra loro non c’è di certo Valentino Rossi, che ha ricevuto la cartella ad agosto e ha quindi ancora tempo per pagare. L’elenco - che conta 103 supermultati in Lombardia, 50 nel Lazio e 48 in Campania - contiene Vip e società. Ma mostra soprattutto che per il fisco il vento è cambiato. Gli ispettori tributari non inseguono solo i pesci piccoli, attraverso i controlli automatici che i computer effettuano su tutte le dichiarazioni, ma affrontano anche i dossier più complessi, che richiedono competenza e fiuto. Le nuove norme sulla riscossione, inoltre, consentono di raggiungere un importante obiettivo: Equitalia riesce far pagare davvero i mega-evasori.
Le cartelle inviate ai Paperoni della “svista” fiscale hanno ovviamente dato buoni frutti. Dal primo gennaio al 31 agosto sono stati incassati 479,6 milioni di euro. I pagamenti di questi 345 contribuenti ad alto reddito valgono da soli il 10% della riscossione di tutte le altre cartelle esattoriali spedite dal fisco e dall’Inps. Ad incassare di più è stata l’Agenzia delle entrate (314 milioni), seguita dall’Inps (99,2 milioni), dall’Inail (5 milioni) e dalle Dogane (4,2 milioni).
Solo nella metà dei casi, però, la cartella esattoriale è “pronta cassa”, cioè il contribuente paga entro i primi 60 giorni, magari dopo aver avviato un confronto con l’Agenzia che ha staccato la cartella. In questo modo sono stati incassati 241,1 milioni rispetto ai 479,6 milioni totali. Il 39,4% degli incassi (in pratica 189,2 milioni) arriva invece solo dopo l’avvio di procedure per la riscossione coatta, che variano dalle “ganasce fiscali” (per il fermo amministrativo del veicolo) al pignoramento dei beni. Una quota del 10,29% (49,4 milioni) è infine incassata con versamenti rateali.
La mappa degli evasori-Paperoni vede una forte concentrazione nella Lombardia, dove ne sono stati scoperti 103, contro i 50 del Lazio. Al terzo posto la Campania (42) che stacca tutti gli altri: la Toscana (27), il Piemonte (18), la Puglia (17), il Veneto (12), il Friuli Venezia Giulia (10). Altre regioni hanno una manciata di evasori che hanno pagato più di 500 mila euro (3 in Umbria, 4 in Trentino, 5 in Calabria, 6 in Sardegna, 7 in Liguria e 7 in Abruzzo), mentre sono cinque le regioni senza vip dell’evasione (Alto Adige, Basilicata, Marche, Molise e Valle d’Aosta).
Nel monastero Santa Chiara, a Bisceglie “non è possibile garantire un sereno prosieguo della vita monastica” per la mancanza di vocazioni ma anche per “una non facile convivenza tra le monache presenti in monastero”. Insomma, troppi litigi tra le suore, il motivo per cui l’arcivescovo della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglieha chiesto alla Santa Sede chiarimenti sul caso. Il cenobio, di fatto, è stato chiuso.
Il complesso che ospitava le suore, come riferiscono i quotidiani locali, ha perso i suoi ospiti. La sua gestione è stata affidata a un alto prelato. Nel monastero è rimasta solo la badessa. Le altre due monache che erano con lei sono state trasferite in un altro monastero ad Altamura. Troppe le tensioni all’interno della piccola comunità, che minava la pace dell’animo e dello spirito. Una situazione che è “degenerata” fino a spingere l’arcivescovo pugliese a una mossa estrema, chiedere tramite la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica al Vaticano “chiarimenti”.
Le Spice Girls, dopo sette anni dal loro scioglimento, sono decise a tornare insieme e sono prontissime a riconquistare la scena e l’attenzione del mondo. E stavolta si tratta di una notizia ufficiale, quindi niente a che fare con i pettegolezzi o le voci su una loro probabile réunion che, fin troppo spesso, abbiamo letto o ascoltato in giro. Sul sito ufficiale delle Spice, infatti, si può leggere il clamoroso annuncio: Geri, Victoria, Emma, Mel B e Mel C tornano insieme e sono pronte a girare il mondo con un tour tutto nuovo. I concerti delle Spice Girls si svolgeranno in 11 diverse città, la prima data è stata già fissata: il 7 dicembre 2007 a Los Angeles. Poi: Las Vegas (8 dicembre), New York (11 dicembre), Londra (15 dicembre), Colonia (20 dicembre), Madrid (23 dicembre), Pechino (10 gennaio), Hong Kong (12 gennaio), Sydney (17 gennaio), Città del Capo (20 gennaio) e Buenos Aires (24 gennaio). Tutti in fans sono avvisati!
È veramente l’ultimo grido in tema di cellulari. Arriva dall’inglese Synchronica ed è un singolare dispositivo antifurto per i telefonini. Si tratta, in pratica, di un allarme che il possessore può attivare in pochi secondi, una volta accortosi della sparizione dell’apparecchio. Il telefonino, a questo punto, emetterà un vero e proprio acuto urlo di disperazione, impossibile da non notare. La stessa tecnologia, sottolinea l’azienda in una nota, inibisce in automatico l’utilizzo del cellulare, cancellando inoltre i dati archiviati in memoria. La tecnologia è stata accolta con favore in Gran Bretagna, dove nella sola città di Londra vengono rubati ben 10.000 cellulari al mese e dove un possessore di telefonino su 10 ha subito un furto almeno una volta.
«È stato calcolato che i proprietari di cellulari impiegano in genere non più di mezzo minuto per accorgersi che il loro apparecchio è sparito, contro l’ora circa che ci vuole per scoprire la sparizione di un portafogli», spiega nella nota Carsten Brinkschulte, CEO di Synchronica. «Un intervallo di tempo che permette di fare molto per ridurre i danni, a patto di sapere cosa fare». Quel che deve fare in questi casi un utente del servizio è notificare la sparizione del cellulare al proprio operatore: immediatamente vengono attivati blocco dell’accesso e cancellazione delle informazioni archiviate sul telefonino e parte il fastidioso urlo che quanto meno creerà qualche imbarazzo al ladro o, se il cellulare è stato solo smarrito, potrebbe guidare il proprietario verso di esso.
Qualche anno fa due ricercatori avevano decifrato col computer il sorriso di Mona Lisa. L’impresa aveva fatto sorridere ed erano in molti a credere che la scoperta di Theo Gevers e Nicu Sebe, i due olandesi che hanno svelato i segreti del più famoso sorriso della Storia dell’Arte, non era altro che un gadget che non avrebbe avuto nessun seguito. Niente di più sbagliato.
Stupita dal risultato ottenuto dai due giovani, la multinazionale Unilever li ha convocati per un’altra sfida: scoprire quale cibo fa felici le donne e quale no. Partendo dalla premessa che se i due ricercatori sono riusciti a scoprire i segreti nascosti dietro quel leggero movimento delle labbra di Monna Lisa, sarà sicuramente un gioco da ragazzi per loro decifrare le espressioni del viso che esprimono contentezza e soddisfazione alla vista di una particolare pietanza. In fin dei conti si tratterebbe di applicare semplicemente una scoperta già fatta.
L’esperimento è stato condotto su un campione di 300 donne provenienti a sei paesi europei alle quali sono stati presentati diversi tipi di cibo: gelato alla vaniglia, cioccolato, barrette di cereali, yogurt e mele. Un computer munito di telecamera filmava le espressioni facciali di ciascuna partecipanti mentre mangiava i diversi alimenti. Grazie a un programma molto simile al misura-noia sviluppato nei laboratori del Mit si è potuto stabilire il tipo di laimento preferito dalle donne, quello capace di produrre in loro il massimo livello di soddisfazione e quale infondeva loro un senso di tristezza o di noia.
Inutile dire che cioccolato e gelato sono i cibi che ricevono più consensi, confermando così il risultato di altri studi analoghi. Lo yogurt risulta provocare tristezza nel 28 per cento delle donne. Ma una cosa è sapere che il gelato è piacevole, un altra è riuscire a dimostrarlo con la tecnologia. Gever e Sebe si sono dunque dati da fare e hanno sviluppato un software in grado di rilevare emozioni singole come paura, felicità, tristezza, rabbia, sorpresa e disgusto oppure un miscuglio di queste emozioni. Va detto che la difficoltà maggiore è dovuta alla differente espressività di cui sono capaci i soggetti: mentre i latini lasciano trasparire facilmente le emozioni i nordici le lasciano passare più difficilemte e risultano in media più seriosi.
Nel 1968 Douglas Engelbart inventò il mouse. Da allora questa periferica per pc ne ha fatta di strada. Una delle aziende leader del settore, Logitech, lancia sul mercato il suo nuovo modello, l’MX Air Rechargeable Cordless, un mouse laser versatile in grado di funzionare sulla scrivania e anche in aria. Simile a un telecomando, grazie a MX Air è possibile restare comodamente seduti oppure in piedi e navigare sul computer in totale relax. Per una navigazione comoda e agile, il nuovo modello integra tre importanti tecnologie: controllo di movimento, riconoscimento dei movimenti e connessione wireless, per indicare, selezionare e fare click sui file con un semplice gesto del polso. Il nuovo mouse offre un pannello di scorrimento touch-sensitive: sfiorando la superficie con il dito si attiva il meccanismo di scorrimento, la cui velocità dipende dall’intensità del tocco. Funzioni per il controllo dei media quali Riproduci/Pausa, Volume/Mute, Indietro e Seleziona possono essere facilmente attivate anche con il mouse in movimento in aria premendo con il pollice i pulsanti retroilluminati di colore arancione.
Truffa con l’e-commerce
Si erano costruiti una fama di venditori online validi e onesti: è stato così più facile truffare i clienti di un noto sito di e-commerce che si affidavano a loro sulla scorta dei giudizi positivi emessi sul servizio dai precedenti acquirenti. Si tratta di 4 cittadini italiani di 40 anni residenti a Torino, denunciati dalla Polizia Postale per aver truffato oltre 150 persone in tutta Italia attraverso Internet per un valore complessivo di 70 mila euro. Dal mese di maggio a ottobre 2006, i 4 si erano costruiti una buona reputazione di negozio online, e alla fine di novembre, in periodo pre-natalizio, hanno messo in vendita materiale informatico ed elettronico a prezzi molto competitivi. Una volta ottenuti i pagamenti si sono resi irreperibili senza spedire il materiale ordinato. Uno dei 4 ha anche lasciato l’Italia e ha raggiunto la moglie in Brasile. Le prime denunce sono scattate a dicembre 2006. Gli operatori della polizia postale hanno subito bloccato conti correnti e carte di credito utilizzati dai truffatori, recuperando 4.500 euro. Le successive indagini, coordinate dal pm torinese Cesare Parodi, hanno permesso di rinvenire nel corso delle perquisizioni parte del materiale utilizzato per le truffe, carte di credito ricaricabili, bancomat e 28 mila euro in monete d’oro (177 sterline e 49 marenghi) acquistate con i pagamenti delle vittime del raggiro, che i truffatori intendevano rivendere per far perdere traccia dei soldi e della loro provenienza illecita. L’inchiesta ha portato al rinvio a giudizio dei quattro per i reati in concorso di truffa, riciclaggio di denaro, utilizzo indebito di titoli di credito e sostituzione di persona.
Il sito antimazzette
Le vittime di estorsioni e richieste di mazzette in tutto il mondo da oggi hanno un’arma in più: internet. Un organizzazione non-profit statunitense ha lanciato un sito web www.bribeline.org per raccogliere le testimonianza e per denunciare i corrotti e i concussori dei cinque continenti.
Rfid contro le code
Code più veloci al supermercato e mai più bagagli smarriti all’aeroporto. Ecco alcuni esempi dei miglioramenti concreti alla vita di tutti i giorni che saranno resi possibili dalla tecnologia dei dispositivi Rfid (Radio frequency identification) appena liberalizzata in Italia con un decreto del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. I nuovi apparati (della dimensione di una normale etichetta) leggono le informazioni identificative di un determinato prodotto, senza far ricorso (come nei codici a barre) al contatto fisico tra lettore e dispositivo, ma attraverso le onde radio che poi trasferiscono le informazioni a una banca dati per la relativa gestione. La scena che si presenterà nel prossimo futuro, quindi, è quella del cliente che, con il carrello carico di spesa, passa davanti alla cassa del supermercato senza doversi fermare per mettere sul nastro i singoli prodotti. Sarà il Rfid a leggere la spesa in un baleno (e a calcolare-addebitare il costo), un po’ come avviene quando si attraversa il varco Telepass in autostrada. Ma le etichette intelligenti potranno tornare utilissime anche quando si è in viaggio nel caos degli aeroporti: applicate ai bagagli, li seguiranno nei vari spostamenti impedendo che vengano smarriti e rintracciandoli facilmente in caso di disguidi. “Le applicazioni sono centinaia”, ha spiegato Gentiloni, “si pensi ad esempio alla tracciabilità degli alimenti, ai servizi per la salute o alla lotta contro la contraffazione dei medicinali”.