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Folsom Street Fair,Anche quest’anno, gli amanti del cuoio e del sesso forte si riuniranno a San Francisco per la più grande manifestazione leather del mondo.
Posted on Settembre 30th, 2007 at 10:16 am di victory and
Quando qualcuno evidenzia i ritardi dell’Italia rispetto ad altre nazioni viene spesso tacciato di esterofilia, e in alcuni casi viene anche accusato di scambiare per “ritardo” una scelta dettata dal buon senso (o dal buon gusto). Di certo è innegabile che - con la scusa del buon senso e del buon gusto - la libertà di espressione ultimamente non è stata esattamente il fiore all’occhiello del nostro paese.
Gay.it - Folsom Street Fair: sesso, arte e libertà Ne sanno qualcosa le persone che avrebbero voluto vedere la mostra su arte è omosessualità “Vade Retro”, e più in generale quelli che organizzano attività che danno visibilità alla realtà omosessuale. Complotto mediatico? Omofobia generalizzata? Vicinanza vaticana? Fatto sta da noi è bastato vedere una scultura che “omaggiava” l’attuale pontefice (Miss Kitty) per annullare una mostra volutamente “soft”, mentre nella pur vicina Ibiza 25 artisti olandesi sono stati lasciati liberi di allestire un’esposizione in cui comparivano anche scene di sesso gay aventi come protagonisti Giovanni Paolo II e Gesù.

Gay.it - Folsom Street Fair: sesso, arte e libertà L’arte, però, è una specie di zona franca per le provocazioni, in cui è concesso quasi tutto e il contrario di tutto, e non è il solo punto di riferimento valido per stabilire quanto una realtà sia culturalmente “libera”. Diverso è il discorso se si prende in considerazione quello che succede per le strade. A Roma solo quest’anno si è iniziato a parlare di una gay-street (peraltro in prova), mentre nelle maggiori capitali i quartieri gay sono una realtà consolidata e fruibile da decenni. Anche qui, però, si tratta di circoscrivere la libertà di espressione nei limiti del “comune sentire” di ciascuna nazione.
Gay.it - Folsom Street Fair: sesso, arte e libertà Cosa succederebbe, però, se la libertà di espressione fosse ancora più ampia? Prendiamo il caso, ad esempio, alla San Francisco Folsom Street Fair, la fiera annuale della comunità leather internazionale. Qui essere leather (cioè abbracciare l’estetica del cuoio, con eventuali annessi sadomaso, di sottomissione e altro ancora), non è più solo una questione di “sesso”, ma una vera e propria espressione di sè, con tanto di riferimenti, valori e persino espressioni artistiche e culturali.
Gay.it - Folsom Street Fair: sesso, arte e libertà Durante la Folsom Street Fair, l’ultimo week-end di settembre, un intero quartiere della città diventa un incredibile (e molto festoso) mondo a parte, libero da molte delle convenzioni e dei tabù della società perbenista e moralista di oggi. Se qualcuno è particolarmente esibizionista può anche fare sesso in pubblico, sotto gli occhi dei numerosi visitatori (centinaia di migliaia, e ovviamente solo maggiorenni). Proprio da quest’anno, per ribadire la loro linea, gli organizzatori hanno deciso di realizzare manifesti ispirati a famose opere d’arte e la prima scelta è caduta su una parodia gay dell’ultima cena di Leonardo Da Vinci (con tanto di Gesù di colore e Maria Maddalena in versione “suora della perpetua indulgenza”).
A scanso si equivoci buona parte di questa imponente manifestazione (prettamente gay, ma tecnicamente pansessuale e aperta a tutti) è finalizzata a raccogliere fondi per associazioni benefiche e per la lotta all’AIDS. Il suo successo ha fatto nascere anche una Folsom Street East a New York (dal 1997) e una Folsom Europe a Berlino (dal 2003).
Ovviamente ogni anno le polemiche non mancano e la scelta del manifesto 2007 ha fatto inviperire come non mai i conservatori e i gruppi cristiani. Eppure a San Francisco nessuno si è permesso di rimuoverlo, o men che meno di annullare la manifestazione. A voi giudicare se laggiù hanno meno buon senso (e buon gusto) di noi o solo molta più libertà di espressione.
SONO GAY! Giornalista del tg1 racconta la sua omossessualità
Posted on Settembre 16th, 2007 at 11:29 am di victory and
Roma, 3 settembre 2007 - In un’intervista a un sito web dedicato ai giornalisti televisivi il conduttore del Tg1 Stefano Campagna ha fatto il suo ‘coming out’ , dichiarandosi gay.
“Siamo molto felici di questa decisione di Stefano - dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - non sono molti i professionisti della comunicazione che scelgono di essere visibili eppure aiutano moltissime persone a vivere serenamente la propria omosessualità, come è già stato con Alessandro Cecchi Paone. Ci auguriamo che altri seguano il suo esempio, ci aiuterebbero a combattere la discriminazione e l’omofobia”.
“Stefano ci ha già dato la sua disponibilità - ha aggiunto Marrazzo - appena avrà ottenuto il permesso dalla Rai, ad essere il testimonial della prossima campagna di comunicazione di Gay Help Line 800 713 713, il numero verde antiomofobia gestito da Arcigay Roma con il Comune e con la Provincia di Roma”.
L’outing di campagna suscita il plauso di Vladimir Luxuria, mentre lo stesso Campagna preferisce non commentare, spiegando di non poter fare dichiarazioni senza l’autorizzazione della Rai e cosi’ rimanda alla sua intervista rilasciata al sito www.telegiornaliste.com
”Io vivo la mia vita con la quotidianita’ di chiunque altro - afferma Campagna, conduttore mattutino del Tg1, precario Rai dal 1997 al 2005 - Io non sono ‘dichiarato’, sono una persona che lavora e che non ha nulla da nascondere. Quella che i benpensanti chiamano ostentazione per me e’ vita. Mi stupisce che la cosa stupisca. E spero che smetta di stupire”.
La conduzione del Tg1 - continua - è stata ”una grande conquista’: ”Voglio sperare che con questo si possa lanciare un messaggio forte a tutti gli omosessuali che vivono la loro condizione quasi con vergogna, nascondendosi”. Dice di dover molto a Mimun, che quando era precario al Tg2 lo chiamo’ per complimentarsi per un servizio. E aggiunge: ”Non ho altro da chiedere al nuovo direttore, Gianni Riotta, anche lui un grande professionista”.
Per Campagna, ”l’omofobia e’ ancora molto presente e la mia esperienza non e’ certo stata facile. Genitori a parte, non sono mancati momenti di tristezza e amarezza in ambito familiare e tra i vicini che in alcuni casi mi avevano anche tolto il saluto. Ma non mi sono mai vergognato di quello che sono”.
”Il coraggio, l’onesta’ e la sincerita’ sono sempre qualita’ in un uomo, per un giornalista sono qualita’ deontologiche - commenta da parte sua Vladimir Luxuria, deputata di Rifondazione - Sono sicura che gli utenti del servizio pubblico Rai continueranno a stimarlo per la sua professionalita’.
Violenta un’amico gay e lo rapina.
Posted on Settembre 16th, 2007 at 11:16 am di victory and
Sarno. Violenta un suo amico gay e poi gli sottrae la somma di 20 euro e un telefonino. É accaduto giovedì sera nella zona di Lavorate. L’uomo, anch’egli gay, è stato arrestato dai carabinieri di Sarno. Si chiama Reziero De Vivo, 31 anni, già coinvolto in passato in una vicenda simile con l’accusa di aver costretto un suo parente ad avere rapporti sessuali con lui. De Vivo è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale e rapina impropria. A denunciarlo ai carabinieri è stata la sua vittima, D.L., 27 anni, di Sarno. Giovedì pomeriggio, poco prima delle 18, Reziero De Vivo si è recato presso l’abitazione di D.L., nella zona di Lavorate e dopo averlo percosso, gli avrebbe stretto le mani alla gola costringendolo a subire un rapporto orale. Dopo averlo violentato, l’aggressore si è allontanato impossessandosi di un telefono cellulare e della somma di 20 euro. Grazie alla testimonianza della sua vittima, che ha descritto agli investigatori i tratti somatici del suo aggressore, i carabinieri, in servizio di perlustrazione al rione Europa, sono riusciti in poco tempo a risalire al violentatore. I carabinieri hanno bloccato De Vivo a bordo di un ciclomotore con ancora addosso il telefono cellulare sottratto a D.L., il giovane 27enne che è stato accompagnato all’ospedale di Sarno, dove i medici gli hanno riscontrato un’ecchimosi alla gola, segno evidente della violenza subìta. Dopo l’arresto, De Vivo è stato rinchiuso nella casa circondariale di Fuorni. L’arrestato, assistito da Francesco Paolo Laudisio, nega qualsiasi circostanza, accusando a sua volta il suo accusatore di essersi inventato tutto. Questa la versione di De Vivo, raccontata dal suo legale di fiducia. De Vivo possiede un motorino Piaggio un pò malandato e nei giorni scorsi aveva chiesto al suo amico D.L. di vendergli qualche pezzo del suo vecchio motorino, ormai in disuso. Si erano messi d’accordo anche sulla cifra che De Vivo avrebbe dovuto versare a D.L., 20-25 euro. Intascati i soldi, D.L. avrebbe chiesto non più 25 ma 50 euro rispetto alla somma pattuita in precedenza. A quel punto De Vivo avrebbe chiesto la restituzione dei 25 euro, ma D.L. si sarebbe rifiutato. Giovedì pomeriggio, sempre secondo la versione fornita dall’arrestato, De Vivo si è recato a casa di D.L, non per violentarlo sessualmente, ma per chiedergli ancora una volta la restituzione dei 25 euro. Al rifiuto di D.L., i due sarebbero venuti alle mani. Reziero De Vivo non è nuovo a episodi del genere. Il 19 gennaio del 2004 fu arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di un minore di 14 anni. Il provvedimento restrittivo fu emesso dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Pietro Giocoli, su richiesta del sostituto procuratore, Roberto Lenza, ed eseguito dagli uomini della sezione della Polizia di Stato e dagli agenti del commissariato di Sarno. Secondo l’accusa, De Vivo, la sera del 3 settembre 2003, avrebbe adescato in piazza Marconi un 14enne e minacciandolo con un coltello lo avrebbe costretto ad avere rapporti sessuali con lui. De Vivo si dichiarò subito estraneo ai fatti per i quali era accusato, paventando nei suoi confronti una «vendetta»” da parte dei familiari del minore per vecchi rancori mai sopiti. Il processo è ancora in corso.

Sesso in gravidanza? SI, parola della Seredova!!
Posted on Settembre 6th, 2007 at 11:48 am di victory and
Nonostante la dolce attesa Alena Seredova è sempre in splendida forma: “Sono fortunata, ho preso soltanto 4 chili”, ha detto la fidanzata di Gigi Buffon a Donna Moderna. Alena è davvero felice, anche perché con il suo compagno può continuare a far sesso: “Quello continua ad andare benone e speriamo sia così fino alla fine: ci sono tanti libri in materia, non ce ne faremo sfuggire nemmeno uno”.
La showgirl ceca solo qualche settimana fa ha sfilato a Brno, dove nessuno si è accorto che attende un bebè: “Fino a un mese fa sfilavo senza che se ne accorgessero. Ho preso pochi chili, non ho avuto le nausee. Certo devo farmi aiutare da Gigi ad allacciare le scarpe. Ma devo dire che sono stata fortunata”.
Alena, concentrata nel suo futuro di mamma, ha deciso di mettere un freno alla sua intensa attività professionale. La Seredova adesso è. “Sogno di avere un parto naturale e di allattare il mio bambino al seno”, racconta la fidanzata del portierone bianconero. E anche con Gigi le cose vanno alla grande: “Il sesso prosegue benone e speriamo sia così fino alla fine”, racconta ridendo la showgirl. Nessun matrimonio in vista, però: “Ci conosciamo da due anni, conviviamo da uno. Aspettare un po’ non è una cattiva idea. poi appena nascerà il bambino, avremo ben altro a cui pensare”.

Sesso lo posso fare in questo locale? Se è Tommy Lee si!!
Posted on Settembre 6th, 2007 at 11:34 am di victory and
Un futuro nel mondo a luci rosse per Tommy Lee. Il batterista dei Motley Crue che aveva girato un video hard con la procace Pamela Anderson ha deciso di fare il bis con un’altra bionda in un locale di New York. E’ entrato nel night club e ha chiesto a una cameriera se poteva fare sesso. Lei, pensando scherzasse, ha acconsentito. Tommy, invece, faceva sul serio e non ha perso tempo… sui divanetti. Pamela Anderson
“Quando e’ entrato - ha raccontato uno degli avventori del club al New York Post - ha chiesto a una delle hostess se era ok fare l’amore lì dentro. Lei credeva che stesse scherzando, ma si è dovuta ricredere quando Tommy ha dato seguito alle sue intenzioni”.
Tommy del resto aveva già dimostrato di non aver alcun pudore nel mostrarsi in azioni… a luci rosse. Così ha approfittato del divanetto nel bel mezzo della discoteca. Una scena confermata da molti dei presenti, anche se smentita ufficialmente dal proprietario del locale.
Orgia post vittoria, Cristiano ronaldo tra le prostitute
Posted on Settembre 3rd, 2007 at 7:14 pm di victory and
Certo dei gran signori, che festeggiano le vittorie, facendo sesso e bevendo come cammelli.
La vittoria del Manchester United sul Tottenham andava festeggiata, e Cristiano Ronaldo ha pensato bene di farlo, praticando quattro ore di sesso con cinque prostitute.
Questa la verità riportata da una delle ragazze al News of the World che ha anche dichiarato “Sono andata a letto con 200 clienti, ma non sono mai stata trattata con così poco rispetto”.

Da quello che si sa, anche altri due giocatori avrebbero preso parte al festino, e più precisamente Nani e Anderson. Il tutto si è svolto in una fantastica villa dove le ragazze si sono trovate davanti i compioni.
Sesso di gruppo ed alcol a fiumi, camere da letto e piscina i luoghi prediletti, il prezzo pagato non è stato rivelato, ma la ragazza ha anche confessato di aver lasciato i suoi “abiti” da lavoro come ricordo.
Sesso fuori dal matrimonio, frustato a sangue. Il giovane è stato condannato da una tribunale religioso: «Violate le leggi morali». Sentenza eseguita davanti a mille persone
Posted on Agosto 23rd, 2007 at 11:24 am di victory and
TEHERAN - Un ragazzo di 25 anni è stato frustato a sangue dalla polizia per le strade di Qazvin, 144 chilometri a ovest di Teheran, e la drammatica sequenza fotografica è finita sulle pagine del “Daily Mail”. Accusato di abuso di alcool e di aver fatto sesso fuori dal matrimonio, contravvenendo così alle severe leggi morali iraniane, il venticinquenne Saeed Ghanbari è stato condannato a 80 pubbliche frustate da una tribunale religioso e la sentenza è stata eseguita da due ufficiali che, coperti da un passamontagna, hanno colpito il giovane 40 volte per ciascuno, sferrando le micidiali scudisciate con una canna rigida, che ha trasformato la schiena e le spalle del prigioniero in una poltiglia sanguinolenta.
MILLE PERSONE - Per impedire che fuggisse o si muovesse, Ghanbari è stato fatto adagiare a pancia in giù su una panchina di metallo, mentre un poliziotto gli teneva bloccate le gambe e un altro le braccia. Il raccapricciante spettacolo è andato in scena davanti a oltre mille persone, che si sono assiepate sulla piazza per assistere alla pubblica umiliazione del giovane Saeed. Molti hanno scattato fotografie con i telefoni cellulari e c’è persino chi è salito sui lampioni e sui semafori per non perdere neanche uno dei colpi sferrati dal boia in passamontagna, mentre altri agenti armati controllavano la regolare esecuzione della sentenza.
AUMENTO CONDANNE - Sebbene il ricorso alle frustate sia di routine nelle carceri iraniane, soprattutto nei casi di comportamenti giudicati moralmente riprovevoli, la fustigazione sulla pubblica via è, invece, un fatto abbastanza raro, anche se le associazioni per i diritti umani hanno denunciato come negli ultimi mesi in Iran si sia assistito ad un incremento vertiginoso di tali condanne. Stando a un rapporto di Amnesty International, che si è detta molto preoccupata per le continue violazioni dei diritti umani nel paese islamico, dall’inizio dell’anno sarebbero state ben 120 le persone vittime della fustigazione. Fra queste, anche una donna accusata di aver indotto alla prostituzione una bimba di 8 anni e condannata a 99 frustate, e un uomo colpito a sangue perché gli era stata trovata una copia della Bibbia in macchina.
Sesso orale a rischio tumore. Certe pratiche favoriscono il contagio con il virus Hpv, responsabile di neoplasie alla bocca e alla gola
Posted on Agosto 20th, 2007 at 6:37 pm di victory and
Un preservativo al sapore di fragola per prevenire il cancro alla gola? Un momento: non è uno scherzo; è davvero così ed ecco perché.
Già da tempo si sospettava un legame fra sesso orale e tumori orofaringei: ora c’è la prova definitiva che con fellatio e cunnilingus, praticati con più partner, si può trasmettere il virus del papilloma umano (Hpv) e che l’Hpv rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di queste neoplasie, più dell’alcol e del fumo. Ne parla l’ultimo numero della più famosa rivista medica del mondo, il New England Journal of Medicine che pubblica uno studio condotto sul cento persone con tumori delle tonsille, della gola e della lingua.
SEI PARTNER - I ricercatori americani del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora hanno osservato che i malati, in precedenza infettati dal virus, presentavano un rischio di sviluppare il cancro 32 volte maggiore rispetto a chi non aveva l’Hpv , rischio ben più alto di quello che corrono i fumatori (triplicato rispetto a chi non fuma) e i forti bevitori (due volte e mezzo rispetto a chi non beve). I pazienti che avevano avuto più di sei partner per il sesso orale durante la loro vita avevano una probabilità di andare incontro a un tumore da Hpv 8,6 volte maggiore rispetto agli altri. «Comunque – commenta l’autrice dello studio Maura Gillison – vale la pena di ricordare che questi tumori sono rari e che infettarsi con il virus non vuol dire andare necessariamente incontro alla malattia. Anzi chi si ammala rappresenta una percentuale molto piccola». L’esperta ricorda che il preservativo (magari al gusto di frutta, si potrebbe aggiungere) può aiutare, almeno nel caso della fellatio, a ridurre il rischio per gli uomini che sono i più colpiti.
CEPPI CATTIVI - L’Hpv può essere trasmesso anche attraverso il bacio (ma questa modalità non è stata presa in considerazione dallo studio) e il contatto della pelle e si ritrova nei liquidi del corpo. Il virus è ubiquitario: si ritiene che una buona fetta della popolazione mondiale, uomini e donne indifferentemente, si infettino nel corso della vita, ma nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve con pochi sintomi. Soltanto alcune persone che si contagiano con certi ceppi di virus cosiddetti ad alto rischio, come per esempio l’Hpv 16, possono ammalarsi seriamente. I tumori legati all’Hpv, oltre al cavo orale, interessano gli organi genitali e soprattutto il collo dell’utero. I tumori del cavo orale da Hpv sono in aumento e rappresentano il 60 per cento di tutte le neoplasie della cavità orale e della faringe.
■ Video. Il vaccino anti-Hpv: a chi serve e per che cosa
IL VACCINO – Negli Stati Uniti, in Europa e da poco anche in Italia è in commercio un vaccino anti-papilloma virus che si è rivelato efficace nel prevenire le infezioni genitali nelle donne, ma non è stato ancora dimostrato se funziona anche nei maschi. E non si sa se è efficace nella prevenzione dei tumori alla gola che sono più comuni fra gli uomini. Attualmente la ricerca dell’Hpv viene aggiunta al Pap test negli screening per il tumore della collo dell’utero, ma non ci sono screening per i tumori del cavo orale, a parte l’ispezione durante le visite odontoiatriche di routine. E del resto gli esperti ritengono che sia ancora troppo presto per raccomandare un test. In futuro si potrebbe pensare di metterne a punto uno per la ricerca dell’Hpv nella saliva.
E i porcelloni saremmo noi, Siamo un popolo di zozzoni, ce lo dicono gli inglesi. E loro sì che sono degli angioletti pudichi…
Posted on Agosto 20th, 2007 at 6:32 pm di victory and
l cazziatone ormai l’abbiamo preso, incassato e digerito. Grazie al superbo spirito d’osservazione di Adrian Michaels del Financial Times ci siamo, una volta di più, resi conto che invece di ragionare con la testa, noi italici selvaggi ci facciamo trascinare principalmente dalle parti innominabili. E le nostre donne, retrive e sottomesse che non sono altro - ma a cosa è servito tutto il trambusto del femminismo?! -, non dicono nulla.
I poveri e indifesi anglosassoni - abbiamo scoperto - sbarcano nei nostri aeroporti, scendono nei nostri hotel e sono schiaffeggiati dalla volgarità dei seni della Canalis, dai décolleté delle ereditiere di Carlo Conti e dalle cosce delle testimonial di note compagnie telefoniche di terza generazione. Ogni prodotto - ci dicono - viene venduto facendo appello all’eccitazione ormonale piuttosto che all’intelligenza dei clienti, in un medievale cortocircuito in cui la donna italica è la massaia casalinga, santa e adorata purché stia in cucina, e la femmina di potere una chimera che da bravi retrivi abbiamo ben poca voglia di vedere concretamente.
A questo punto, noi italiani, anche se un po’ indispettiti dalla critica straniera (perché finché ce lo diciamo tra noi è un conto, però se arrivano da fuori a bacchettarci…), ci guardiamo intorno, non possiamo fare a meno di notare che siamo circondati da tette e culi e abbassiamo lo sguardo colpevoli. Almeno a caldo. Sì, perché dopo averci pensato un po’ su, non è che ’sta cosa dei porcelloni retrogradi ci convinca tanto. È vero che il sesso accompagna tante pubblicità e programmi, ma mica lo propinano solo a noi!
Se chi si sorbisce senza fiatare donnine seminude è uno “zozzone”, allora gli inglesi hanno poco da criticare (nessuno pensi all’assenza dei bidet dai bagni britannici, però!). All’indomani dell’articolo bacchettone, un rapido giro virtuale nelle edicole di Sua Maestà ci porta infatti a scoprire l’esclusiva del Mirror, autoproclamatosi “il miglior giornale sul web”: «Paris Hilton ha perso le tette». Sarà solo un episodio sfortunato, andando avanti si troveranno tracce del vero stile british. Come la notizia per cui i concorrenti del GFd’oltremanica hanno deciso di annunciare in diretta le loro nomination tutti nudi o quella del Watford Observer, “la vostra prima scelta per le notizie a stampa e online”, sulle commesse di un negozio di saponi che attiravano i clienti vestite solo di grembiuli? Ma no, sugli anglosassoni queste cose non fanno presa.
Mica si vendono merci e giornali con l’arrapamento, in Gran Bretagna… Il fatto che sul Sun, il giornale in assoluto più letto del Regno, compaia dal 1969 una pagina intera dedicata alle donne nude, la famosa terza pagina (quella che in Italia era tradizionalmente dedicata alla cultura e scritta da intellettuali di alto rango come Pasolini e Gadda…) è un caso. Così come è un caso che la sua introduzione abbia determinato una crescita delle vendite del 40% annuo e un tentativo di cancellazione da parte di una donna caporedattore sia improvvisamente terminato quando questa diventò direttrice (stessa sorte ebbe una protesta femminista).
In Inghilterra si ragiona con la testa, tanto che l’esempio “razionale” del Sun e della sua Page 3 è stato seguito dai tabloid Daily Mirror, Sunday Sport e Daily Star, da altri quotidiani di lingua inglese di tutto il mondo e da mille riviste e siti “english speaking” che, come nei casi clamorosi di Zoo e Nuts (settimanali da oltre 300 mila copie a numero), in copertina/home page hanno sempre sensuali collage di donne con ben pochi vestiti addosso. In Inghilterra e nel mondo anglosassone si ragiona con la testa, e infatti il tasso di ragazze madri nel Regno è il più alto d’Europa e negli Usa il più elevato del mondo sviluppato.
Ecco, ragionando con la testa, a mente fredda, viene proprio da chiedersi perché tutti si sentano in diritto di farci la paternale - che noi riceviamo e impariamo umilmente e volentieri, per carità - salvo poi non accorgersi di quel che accade proprio alle loro spalle. Forse da noi andrà per la maggiore la «Nuda ambizione» (questo il titolo dell’articolo del FT), ma al di là della Manica di sicuro non va più di moda da tempo il detto «Niente sesso, siamo inglesi».
Un film porno su Corona,Una pellicola hard tutta dedicata alla vicenda del fotografo. Perché ormai è la pornografia a fare le inchieste giornalistiche più vere, parola di regista
Posted on Agosto 20th, 2007 at 6:25 pm di victory and
La crisi dell’informazione fa nuove vittime. Fino a poco tempo fa si diceva che i comici fossero costretti a sopperire, attraverso la satira politica, alle mancanze dei giornalisti. Ora quel vuoto lo vuole colmare la pornografia. Silvio Bandinelli, regista di film hard di genere – diciamo – impegnato, con una lettera al sito Dagospia ha annunciato l’uscita di un lungometraggio dedicato al caso Corona. Titolo: Scatti e ricatti. «Fabrizio – scrive il regista a Roberto D’Agostino - attraverso Marco Bonato, è stato informato del film, ne ha letto lo script e ci ha fatto pervenire la sua “benedizione”». Bandinelli non è nuovo a questo tipo di imprese: in passato ha già mescolato il porno con la politica nel film Forza Italia e ora sta pensando di girare una pellicola sul caso dell’onorevole Mele, nella speranza che la protagonista dello scandalo, Francesca Zenobi, accetti la parte. La sua è quasi una missione. E ci racconta perché.
Perché un film su Corona?
Il film è schierato, beh insomma è sempre un film porno eh, ma è prepotentemente a favore di Corona. Perché mi identifico. In mancanza di una legislazione chiara uno un giorno potrebbe denunciarmi, in fondo io le mie attrici le pago per fare sesso, si potrebbe tirare fuori l’induzione alla pornografia, lo sfruttamento della prostituzione e il mostro finirebbe in prima pagina. Penso che la vicenda di Fabrizio sia abbastanza analoga. Nell’autorizzazione a procedere del tribunale, per esempio, si legge che il Corona aveva dei fotografi che collaboravano con lui continuativamente, che facevano foto a soggetti che non sapevano di essere ritratti e in più Corona aveva un grande archivio fotografico. Ora, tutte le agenzie del mondo lavorano così.
Ma non mi pare proprio sia stato arrestato in quanto possessore di un archivio fotografico…
Siamo partiti da questo.
Le accuse erano ben diverse: ricatto, estorsione…
Cadranno tutte. È normalissimo nell’ambiente del gossip giornalistico, e i direttori di giornale lo sanno bene, accordarsi con le personalità ritratte, tanto che nel caso di Barbara Berlusconi esistono persino le fatture. Sono gli stessi uffici stampa delle grandi aziende che a volte contattano le agenzie fotografiche.
La benedizione di Corona al suo film in che cosa consiste esattamente?
Ho scritto il film che lui era ancora in carcere, poi ho voluto cercare un contatto con la sua agenzia, quando è uscito. Attraverso un suo strettissimo collaboratore, che è Marco Bonato, ho inviato la sceneggiatura, Corona l’ha letta, il film è piaciuto, mi ha anche spedito una maglietta da far vedere nel backstage. Non c’è stata partecipazione diretta di Corona, non dico al film ovviamente, ma neppure nei contenuti speciali del dvd, sottoforma di dietro le quinte o di intervista, perché lui è addirittura, cosa che trovo clamorosa, accusato di sfruttamento della prostituzione. Quindi i suoi legali, giustamente, gli hanno sconsigliato di partecipare in alcun modo al film.
Questa è la ragione per cui lei non ha chiesto a Fabrizio Corona di recitare se stesso nel suo film?
No, non gli avrei chiesto di fare proprio la parte del protagonista, ma avrei voluto un’intervista o comunque un cameo.
Chi fa la parte di Fabrizio Corona nel film?
Un attore hard italiano, modenese, che si chiama Marco Nero. Uno dei tre o quattro attori porno italiani professionisti.
Gli assomiglia?
Direi di no. Nel senso: non ha i capelli lunghi, anzi è calvo, però è tatuato come Corona ed è palestrato come Corona. Poi un paio di collane e di anelli in più e il gioco è fatto.
Ci racconta brevemente la trama?
Il film è fantapolitica, anche se devo dire che la realtà tende sempre a superarci. Si parte dall’ipotesi, non tanto peregrina, che dietro tutta la vicenda ci sia un complotto, una sorta di grande vecchio, di potere occulto, che usa i servizi segreti deviati, che comincia a tenere sotto controllo il telefono dei magistrati (e tra l’altro questo è diventato abbastanza vero). Tutto per arrivare a un obiettivo: da una parte sputtanare certa magistratura, dall’altra dare un giro di vite per arrivare sempre più a una democrazia controllata. Infatti le leggi che i politici vogliono, Mastella per primo, per far secretare tutti gli atti fino al processo, porterebbero a questo. E io addirittura nel film ipotizzo che dietro a tutto ciò ci sia la loggia massonica, la P2, con l’attuazione del famoso Piano di Rinascita Democratica, quello trovato alla figlia di Gelli, per intenderci.
In tutto questo il sesso dove sta?
Il sesso, insieme alla droga, c’è sempre dove c’è il potere, e i nostri politici ce lo insegnano tutti i giorni, dove ci sono starlette e dove c’è spettacolo. Poi per carità, sta ovunque, anche negli uffici, nella nostra vita. Ma il sesso c’è nel film e viene usato sia come strumento di ricatto, sia come atto ludico. Il mio protagonista non si chiama Fabrizio Corona ma Francesco Reali. Il magistrato Tom Cock, invece che John Woodcock. Buffo perché “cock” nello slang inglese vuol dire pene e “wood” legno…
Non mi dirà che vuole fare un film anche sul magistrato, a causa del suo cognome
No, quello no. Anche se siamo consapevoli di fare solo del porno, non siamo comunque parodistici, a noi piace aggredire l’attualità. È questa la nostra mission.
A proposito di politica, ho letto su Wikipedia che lei ha fatto un film intitolato Forza Italia
Sì ed è andato be-nis-si-mo. Siamo riusciti a coniugare sia l’aspetto politico che quello sportivo, perché l’abbiamo girato subito dopo la vittoria dei mondiali. Un film anche affettuoso nei confronti dell’ex Premier, che ha dato tanti spunti a noi creativi…
Lei lo sa che Corona vuole fondare un partito e si è incontrato con Berlusconi?
Ah sì? Bah, l’idea non mi stuzzica troppo, perderebbe tutto il suo valore aggiunto il buon Corona. È un cattivo ragazzo e noi del porno siamo tutti cattivi ragazzi, siamo diseducativi.
Prossimo film?
Stiamo lavorando, ma non so se ce la faremo, sull’episodio dell’onorevole Mele.
Beh, si presta…
Ah ma io nei miei film la politica ce la metto sempre. In questa vicenda di Mele poi c’è questa Francesca Zenobi… Mi piacerebbe fare qualcosa. Ora vediamo.
Per esempio offrirle una parte?
Non l’abbiamo ancora contattata, ma stiamo vedendo con i nostri legali quello che si può fare, perché mi piacerebbe poter dire in un film porno “vi raccontiamo come sono andati i fatti, la verità, o quantomeno la verità di Francesca”. Visto che non esiste più una fiction civile, ci siamo del porno a parlare dell’attualità.
Il film su Corona quando esce?
A fine ottobre, nei circuiti classici: videoteche e sexy shop. Ma stiamo valutando una diffusione più ampia, visto l’interesse che sta suscitando.
Un altro progetto?
Mucchio selvaggio un film sul mondo del rap con rapper veri, che non fanno sesso ovviamente ma la parte di se stessi. Anche se a dire il vero una cantante ci ha regalato una fellatio. Ci sono i Club Dogo (cantano Vile denaro) e Violetta Beauregard, prima suicide girl italiana. Cerchiamo, insomma, di seguire sempre l’attualità, un po’ per vendere di più, un po’ per avere l’alibi culturale.
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